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| Il caso delle Badanti a Nerviano arriva in Parlamento |
L'interrogazione degli On.Cota e Garavaglia al governo
Al Ministro dell’Interno. Per sapere, premesso che: da documentazione proveniente dall'amministrazione del Comune di Nerviano (Milano) si apprende che fino al 26 giugno 2007, veniva redatto dai funzionari comunali del servizio sociale e distribuito alla cittadinanza richiedente un elenco che riportava indirizzi, mansioni e recapiti telefonici di persone, perlopiù di nazionalità straniera, che offrivano la propria attività come badanti;
tale elenco conteneva esplicitamente il riferimento al possesso o meno del permesso di soggiorno; tale requisito è considerato, così riporta una nota trasmessa dalla responsabile dei servizi sociali, «... utile allo scopo di offrire ai cittadini che si rivolgono al servizio sociale la possibilità di orientarsi nel mercato delle badanti ...» (nota prot. 17562 del 27 giugno 2007);
sempre nello stesso modulo vi erano elencate delle note che descrivevano qualità delle badanti indicate in elenco. In un caso vi è la dicitura «molto brava» per una badante priva di permesso di soggiorno, a dimostrazione del fatto che la medesima era stata già «impiegata» in altra occasione e conosciuta ai servizi sociali (in tale senso l'elenco del 17 gennaio 2007);
questo contesto era conosciuto dagli amministratori, Sindaco e Giunta, sicuramente fin dal 21 dicembre 2006 poiché in una nota a loro indirizzata (del Settore Servizi Sociali) si rileva che «...dalla tabella si nota che sono stati ricevuti molti cittadini stranieri...queste persone sono stranieri con permesso di soggiorno e/o irregolari o clandestini che si rivolgono al Servizio anziani portando la propria disponibilità a lavorare presso il domicilio di anziani sia come badanti fisse che come personale a ore. In questa maniera sono state soddisfatte moltissime richieste di famiglie nervianesi che cercavano persone disponibili per l'assistenza continuativa.» (Relazione area anziani anno 2006 del 21 dicembre 2006, pagina 15);
per le ipotesi sopra illustrate (clandestini e/o irregolari), la condotta dei funzionari e degli amministratori è secondo l'interrogante tale da integrare, salvo che il fatto non costituisca più grave reato, una condotta di favoreggiamento della permanenza di stranieri irregolari nel territorio dello Stato in violazione delle norme del Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero (fattispecie penale punita con la reclusione);
si potrebbe altresì verificare l'ipotesi di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina in quanto nel concetto di immigrazione illegale deve essere ricompresa anche la situazione di permanenza illegale nel territorio italiano;
altri profili assai preoccupanti sono costituiti dalla constatazione dello svolgimento da parte dei Servizi sociali del Comune di Nerviano di un'attività di intermediazione di manodopera straniera irregolare e presumibilmente priva di qualsiasi minima qualificazione a svolgere le delicate funzioni di assistenza ad anziani o minori -:
se il Ministro sia a conoscenza dei fatti denunciati e se non ritenga opportuno avviare, anche tramite il comitato per il coordinamento ed il monitoraggio di cui all'articolo 2-bis del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, un monitoraggio volto ad accertare che, in altri comuni, non si verifichino analoghe gravi violazioni di legge e se risultino avviate indagini rispetto ai gravi fatti descritti in premessa. (5-01542)
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